Mobirise

Fiction. E' un concept album basato sulla poesia "Chiuso per Nascita" di Alessandro Pronzato. La storia è una metafora teatrale della vita: quante volte indossiamo le maschere dell'amore, del successo, della fuga, del distinguerci ad ogni costo per poi scoprire che l'unica via per la felicità è quella in cui togliamo ogni maschera e siamo noi stessi. L'album è stato interamente registrato al "Gulp Recording Studio" di Torino da Marco Calliari.

Dietro i sipari

Dietro i sipari, dietro i calamai, 
dietro i falsi poeti 
dietro i soliti dubbi, dietro i vetri appannati, 
dietro la pioggia di un fine Settembre, 
ognuno di noi si sbatte per essere eterno. 

La maschera più adatta a te (parte I)

Scegli il tuo ruolo, 
indossa la maschera che credi più adatta a te. 
Scegli il tuo posto finché il palco è vuoto 
prima che lo scelgano per te. 

Se resti solo forse troverai qualcuno che ti aiuterà, 
se resti solo ma ti impegni a fondo 
qualcuno ti ascolterà ma non ti capirà. 

Qual'è il segreto, l'azione giusta 
per farsi ricordare ? 
Qualsiasi cosa è già stata detta 
e tutto sembra così banale 

Così l'attore rimane immobile 
sotto le luci dei riflettori 
improvvisando la sua commedia 
per gli ultimi spettatori 

La strada dei ricordi

A volte bussano i ricordi 
e come una pellicola di un film 
sganciata dalla guida, scorrono immagini 
L’amore : la prima vera commedia 
...ecco infiltrarsi piano i tuoi ricordi... 
...ecco tra quale polvere tracciare 
la strada che porta dentro il ricordo di te 

Annecy

Quel che ricordo è il lago intorno. 
Annecy di notte ... lumières ... enchanté.... 
E lunghi passi verso il centro, 
io e lei da soli, ricordi le luci 
ondeggiare sul margine ? 

Non ho più il tempo 
o forse il tempo non crede in me ; 
tra il mondo che vivo e il mondo che ho dentro 
c'è un mondo in silenzio e vuole te. 

I lunghi treni dell' Inverno : 
vapore e neve si univano da lontano. 
Ricordi quando hai perso gli orecchini 
e, chinati a terra, ridevamo ? 
Ricordi i cuori scritti sui gradini, 
e i giorni spesi invano ? 

Non ho più il tempo 
o forse il tempo non crede in me ; 
tra il mondo che vivo e quello che ho dentro 
c'è un mondo in silenzio e chiede te. 

Hai fermato il tempo ? Io no. 
Vivi quel che hai dentro adesso ? Io no. 
Trovi ad ogni sbaglio un senso ? Io no. 

Un viaggio a volte è una scusa solo per parlare. 
Ricordo quanto hai pianto 
quando ho detto: "Devo andare..." 
Nell'ovattato silenzio 
ogni favola sparita 
ed ogni lacrima un diamante. 

Non ho più il tempo 
o forse il tempo non crede in me ; 
tra il mondo che vivo e quello che ho dentro 
ho un mondo in silenzio, e vuole te. 

Hai fermato il tempo ? Io no. 
Credi ad ogni sentimento ancora ? Io no. 
Trovi ad ogni sbaglio un senso ? Io no. 
Vivi quel che hai dentro adesso ? Io no. 

Unici ed irripetibili

Ritracciando i giorni 
in cui eravamo unici ed irripetibili 
ma solo adolescenti in fuga da noi stessi 
...e la ragazza dai seni piccoli 
voleva far parlare di sé... 

Ombre su fuliggine

Cosa si prova in certe notti, non si può dire qui. 
Stretti per mano in cerchi stretti, 
amici per sempre e liberi. 
Tra noi, erano anni, era un sogno: quello di fuggire via. 
Tra noi l'adolescenza ci univa quasi in una malattia. 

Dalle officine ai grigi uffici: quel che è il domani è qui. 
Scarti di vite troppo strette per poter viverci. 
Ma noi, in vecchie auto di notte 
in fuga per distinguerci. 
Ma noi, senza lasciare più tracce 
e gridando fino ai brividi. 

Perché no ... non volevamo più regole, 
non volevamo assomigliare a nessuno. 
non volevamo più sentire parole. 
Per questo in quella notte 
scelsi di fuggire. 

Se guardi bene la notte vedrai che sarà 
un' ombra nera su fuliggine 
ed io vestito in nero 
vorrei distinguermi, 
vorrei sentirmi vivo qui. 

Così, ebbri di vita, la notte ci stava trascinando via 
Così, negli isterismi la gioia nasconde la malinconia 
Ma no, niente parole da dire 
No, niente orizzonti verso i quali vedere 
Senza ideali verso i quali viaggiare 
siamo solo gocce di sogni 
che si asciugano al sole... 

Se guardi bene la notte vedrai che sarà 
un' ombra nera su fuliggine 
ed io vestito in nero 
vorrei distinguermi, 
vorrei sentirmi vivo qui. 

Se vuoi, in silenzio, 
prepara le cose da portare via, 
se vuoi, puoi riempire valigie 
di noia e di malinconia 
Ma vivi, lotta per ogni speranza 
Vivi, per ogni cosa che manca 
Vivi, senza ideali non si fugge da qui... 
E noi tornammo al mattino 
al nostro solito letto. 

Se guardi bene la notte vedrai che sarà 
un' ombra nera su fuliggine 
non è vestendo in nero 
che potrai distinguerti, 
che potrai sentirti vivo qui. 

Tra buio ed ombra
(giovane principessa)

Giovane principessa, è chiara la tua ambizione 
di non sentirti ombra nel buio 
sciogli i tuoi capelli, scegli il tuo rossetto 
scegli tra i tuoi sogni il tuo futuro 
Non conta quanto dentro tu sia fragile 
non conta quanta gente è come te 

Hai scelto la tua strada, hai scelto i riflettori accesi 
hai scelto un “obiettivo” per cui muoverti 
Ti spogli lentamente, brividi sulla tua pelle 
mentre oscure umanità ti osservano 
Un giorno forse si parlerà di te 
In qualche scintillante articolo a più pagine 

E asciugherai le lacrime con i sorrisi 
calpesterai i ricordi dietro di te 
vivrai i tuoi giorni brevi come respiri 
ma dimmi sarai davvero orgogliosa di te ? 

Inconsapevolmente ripensi al tuo passato 
durante un breve “break” in camerino 
il cuore si è fermato, nessuno ti possiede 
il corpo può comprarti chiunque sia vicino 
Tua madre un giorno sarà fiera di te 
e vedrà in te quel che lei non è.... 

E asciugherai le lacrime con i sorrisi 
calpesterai i ricordi dietro di te 
vivrai i tuoi giorni brevi come respiri 
ma dimmi sarai davvero orgogliosa di te ? 
 
 Heidelberg Suite

Dalle fermate che portano 
gente verso il centro città 
mi fermo a guardare lo sciame scorrere via 
Il grigio incorniciato nei muri sparge malinconia 
ed il cielo è un mosaico 
tagliato dai fili dei tram 

Ciascuno, in fondo, ha trovato 
una ragione per trovarsi qui ; 
ciascuno dichiara 
d’avere ancora da imparare 
Ma allora tutti fingiamo, 
è chiaro fin da sempre 
che in questa fiction cerchiamo qualcosa 
a cui poterci aggrappare. 

Ma la realtà mi dice “Dio non esiste ! “ 
e nessun pugno al cielo 
riconsegna il tempo indietro.... 
Credo sia questa lotta d’ogni giorno 
contro ogni clessidra 
a fare parlare la parte peggiore di me 

Ad Heidelberg alcuni anni fa 
ricordo ancora una ragazza 
ed il suo violino 
voltata verso Marktplatz cantava 
ed io non capivo le parole 
ma sentivo vibrazioni 
ed ecco questo è quello che noi siamo 
parole e suoni e immagini e sogni 
senza alcun significato 
come spazi tra le righe 
come elenchi di ricordi 
aspettando chi c’interpreterà 

Invano 
cerchiamo 
qualcosa 
e fingiamo 

Le cose che ho

In un dissidio legale 
si comprendevano a stento le parole 
un uomo scese le scale 
e si diresse verso i vetri aperti al sole 
Corse la gente a guardare, 
la folla intorno restò immobile per ore 
come sabbia gettata sul mare 
ce ne andiamo senza pronunciar parole... 

Ma c’è qualcosa, che sussurrando piano, ora mi dice 
“chi segue un sogno, lascerà qualcosa ” 
E non comprendo questa miriade d’intuizioni adesso 
Fingo me stesso e sono attimi le cose che ho.... 

Fiction

Disse un uomo senza nome guardando l'orizzonte: 
"Non inciampare nei sogni, guarda dove vai ! " 
"Forse hai qualcosa da dire, 
ma le parole ingannano la gente 
e la poesia non ha sfamato mai ." 
 
Senza sorridere ho imparato anche a perdere 
senza nascondermi ho imparato a stare qui 
terra di zingari senza mete da raggiungere 
piccole anime senza attimi da spendere 

C'è qualcuno in lacrime, dorme sotto la tua pelle 
C'è un uomo immobile sotto un cielo senza stelle 
Prigioniero di una terra arida, 
sono attimi le cose che ho. 

Portami fuori stasera 
in mezzo a tante luci, a tanta gente 
dove ci si può scordare di sentirsi giù 
Madre, madre guarda, tuo figlio è solo veramente: 
parla e digli che c'è qualcosa in più 

oltre le immagini delle notti che ho passato qui 
una ragazza, i suoi fianchi 
e le sue spalle piene di lentiggini 
luci di macchine-meteore in una notte torrida 
muovo le spalle e sono solo 
ormai da secoli 

C'è qualcuno in lacrime, dorme sotto la tua pelle 
C'è un uomo reduce da una vita senza guerre 
Prigioniero di una terra arida, 
sono attimi le cose che ho. 

Senza sorridere ho imparato anche a perdere 
senza nascondermi ho imparato a stare qui 
terra di zingari senza mete da raggiungere 
piccole anime, senza attimi da spendere 

C'è qualcuno in lacrime, dorme sotto la tua pelle 
C'è un uomo immobile sotto un cielo senza stelle 
Prigioniero di una terra arida, 
sono attimi le cose che ho 

 
Né ora né mai

Ok, dimentichiamo i sogni 
vediamo che offre la realtà : 
un invitante gioco a premi 
ed il nirvana della pubblicità 

Non sono me stesso 
ne ora né mai 
non sono me stesso 

Potrei passare notte dopo notte 
da un letto all’altro, di città in città 
potrei spogliare mille donne 
potrei sognare lussuria e vanità 

No... non sono me stesso 
non potrei mai 
non sono me stesso... 
qualcosa spinge fuori... 
Sarà pazzia ! ! ! 

Tracciare i confini del Nord 
per poche misere idee 
Cantare inni a braccia tese ? No 
Non voglio nazioni né bandiere 

Non sono me stesso 
non potrei mai 
non sono me stesso... 
qualcosa spinge fuori... 
Sarà pazzia ! ! 

Meglio restare SOLI

Una volta sola

Una volta sola sii sicuro di te 
in fondo, di cos'hai bisogno tu per vivere ? 
Una volta sola credi in quello che sei: 
hai un mondo fuori 
e dentro un mondo da descrivere. 

In fondo hai tutto, sai ? 
Hai un paio di scarpe nuove, 
un ombrello ed un cappello per girare il mondo. 
Una vecchia radio, qualche libro impolverato, 
un'agenda per non dimenticare i sogni. 

Qualche volta eppure nella vita, lo sai, 
può capitare di trovarsi bene soli. 
Quante volte ancora nella tua vita cercherai 
un riparo per fuggire i tuoi timori. 

Finestre aperte, luci accese, 
bottiglie vuote per la stanza vuota, 
in fondo, hai tutto quel che vuoi. 
Forse sei indifeso come un bambino che sorride 
sotto la nebbia all'alba dell' Inverno. 

Ma come fai, quando rimani nel silenzio, 
a non sentire tutto il tempo 
che hai già perduto così ? 
Ma come fai, quando ripensi alle parole 
che hai usato per descrivere i tuoi Sogni ? 

Ma ora in punta sui tuoi piedi, 
fuori di qui, fuori di qui. 
I giorni vuoti erano ieri, 
fuori di qui, ora fuori di qui. 

Qui hai la tua vecchia radio, 
hai il tuo paio di scarpe nuove, 
il tuo ombrello, il tuo cappello 
e fuori c'è il sole. 
Credimi, siamo uomini vuoti 
se ci va bene così. 

Ma come fai, quando rimani nel silenzio, 
a non sentire tutto il tempo 
che hai già perduto così ? 
Ma come fai, quando ripensi alle parole 
che hai usato per descrivere i tuoi Sogni ? 

Ma come fai, quando ripensi alle parole 
che hai usato per difendere i tuoi Sogni ? 

Il destino di tutti

E’ nel destino di tutti 
provare almeno una volta ad essere eroi 
E’ nel destino di tutti scoprirsi un giorno, 
improvvisamente, buffi clown 
senza più parole, senza più valore 
e non saperne ridere, e non potere scegliere 

Vedo solamente immagini, 
luci su uno schermo che sa di umanità 
Attraverso mezzi ipnotici lottano in me stesso 
fiction e realtà 

Siamo metà di quel che appare 
ogni macchina per fingere è infernale 

E’ il destino di tutti 
trovarsi un giorno lontani 
da ciò che volevi per te, 
di spalle a tutti i tuoi sogni.... 
ma se saprai cambiare, 
se saprai davvero quel che vuoi per te, 
questa commedia non ti ingannerà. 

Vedo solamente immagini, 
figure su uno schermo che sa di umanità 
Attraverso mezzi ipnotici lottano in me stesso 
fiction e realtà 

Siamo metà di quel che appare 
ogni macchina per fingere è infernale 

E’ il destino di tutti 
scoprirsi un giorno a confronto 
di modelli visti in TV 
ma è un inganno solamente 
guarda, 
ogni uomo dentro è uguale 
sia che rida per la strada 
sia che sia in televisione 
sia che stia in un sottoscala 
lascerà di sé qualcosa 
ogni uomo dentro è uguale 
sia che pianga per la strada 
sia che cerchi solo amore 
sia che reciti parole 
lascerà di sé qualcosa... 

La grande commedia

Vedo colonne di fumo alzarsi 
verticalmente sulla pianura 
vedo gli spiriti dell’Inverno 
discendere in nebbia tra giorno e sera 
E’ un’imponente scenografia 
creata per una parte breve 
e il suo contorno è così irreale 
come cenere accesa sotto la neve 

Niente da decidere 
sui plateaux pieni di polvere ; 
siamo interpreti del limite, 
aspettando il tempo che verrà 

E’ una grande commedia 
sempre da ricominciare 
siamo attori dietro una maschera 
senza poter parlare 
E’ una grande commedia 
sempre da reinventare 
per questa nostra interpretazione 
diteci chi pagherà 

E mentre nulla sembra restare 
eternamente su questa scena, 
un pittore traccia un suo ricordo 
di una lontana Primavera 

C’è del colore sparso sopra un muro, 
nuova matrice d’espressione 
ed un veggente è schiavo del futuro 
a cui non sa dare spiegazione 

Niente da decidere 
Sui plateaux pieni di polvere ; 
siamo interpreti del limite, 
aspettando il tempo che verrà 

E’ una grande commedia 
Sempre da ricominciare 
Siamo attori dietro una maschera 
Senza poter parlare 
E’ una grande commedia 
Sempre da reinventare 
Per questa nostra interpretazione 
Diteci chi pagherà 

Risveglio sotto la pioggia

Oggi piove, 
non c'è nessuno per le strade, 
gocce senza rumore, 
il mondo è immobile, 
osserva. 

Oggi piove 
Ma c'è qualcosa di speciale: 
apro porte, battenti e finestre 
e corro fuori casa 

Quartieri, 
sotto il temporale 
uscite per le strade 
è festa oggi 
si può danzare 
 
Perché non c'è più trucco 
Né maschere sul mio viso 
Né pubblico da divertire 

Io ora vivo. 

La maschera più adatta a te (parte II)

Scegli il tuo ruolo, 
indossa la maschera che credi più adatta a te. 
Scegli il tuo posto finché il palco è vuoto 
Prima che lo scelgano per te. 

Se resti solo forse troverai 
Qualcuno che ti aiuterà, 
se resti solo ma ti impegni a fondo 
qualcuno ti ascolterà ma non ti capirà. 

Ma verrà un giorno in cui il tuo trucco 
Sotto una lacrima si scioglierà 
Quello è il momento. Vieni fuori. 
Respira aria libera. 

Perché l’applauso d’ogni spettatore 
è una catena intorno a te 
e l’attore non può morire 
senza aver provato a vivere... 

Se vuoi, tra noi 
Potremmo ancora improvvisare 
Se vuoi, possiamo scegliere il finale 
Se vuoi, la mia parte 
Potrebbe essere banale 
ma vedi, non ho imparato a recitare 

Cammina senza il tuo cerone, 
getta occhiate un po’ più in là 
probabilmente, per la strada, 
nessuno ti riconoscerà : 

così l’attore rimane immobile 
lontano dai suoi riflettori 
ma ora nel cuore è un uomo libero 
che torna al mondo e ai suoi colori 

Se vuoi, tra noi 
Potremmo ancora improvvisare 
Se vuoi, possiamo scegliere il finale 
Se vuoi, 
la mia parte potrebbe essere banale 
ma vedi, non ho imparato a recitare 

 
© 1998 Incommunicado. Tutti i testi di Fabrizio Luglio.
 TUTTI I DIRITTI RISERVATI

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